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il vento

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 Il vento

Il vento è uno spostamento di masse di aria da una zona all'altra dell'atmosfera.

Dal mondo greco – romano è giunta a noi la “rosa dei venti”, un diagramma che associa i venti ai punti cardinali dai quali spirano.

La rosa dei venti usata oggi è un stella a sedici punte. A nord, sud, est e ovest da cui soffiano rispettivamente Tramontana, Australe, Levantino e Ponentino si aggiungono le direzioni intermedie: il Grecale è il vento che spira da nordest, lo Scirocco da sudest, il Libeccio da sudovest, e il Maestrale da nordovest.

Questi sono i venti principali, mentre quelli che soffiano dalle altre direzioni sono indicati combinando i nomi dei venti delle direzioni principali adiacenti.

Per interpretare correttamente la rosa dei venti bisogna immaginarla collocata al centro del mar ionio, crocevia tra il mondo ellenico e quello romano e luogo di transito delle rotte dei traffici commerciali tra una sponda e l'altra del mar Mediterraneo (Mare Nostrum).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Si capisce così che cosa evocano i vari nomi: si riferiscono alla provenienza di ciascun vento; il Grecale soffia dalla Grecia posta ad est del mar Ionio, lo scirocco dalla Siria, a sudest, il Libeccio dalla Libia, a sudovest. Il Maestrale deve il suo nome al fatto che si trova sulla via maestra per raggiungere Roma, situata a nordovest.

Il vento è una corrente d'aria in movimento.

Lo strato più basso dell'atmosfera è il regno del caos: le masse d'aria sono scosse da moti turbolenti che le rimescolano incessantemente, sia su piccola scala in una regione geografica che su tutta la Terra. Perché si formi il vento è necessario che due masse d'aria vengano a contatto, ma esse devono avere temperatura e pressione differenti.

Quando l'aria è calda, è più leggera, meno densa, il suo volume aumenta tende a salire, esercita quindi una pressione minore: si crea una zona di bassa pressione.

Quando l'aria è fredda, è più densa, più pesante e quindi esercita sulla Terra una pressione maggiore: si crea una zona di alta pressione.

La pressione è una spinta esercitata sulla superficie della Terra.

La differenza di pressione tra due punti posti alla stessa quota altimetrica genera una forza che tende a ristabilire l'equilibrio, cioè cerca di avere la stessa pressione nei due punti.

La forza dovuta a una differenza di pressione è il motore del vento. La sua intensità dipende da quanto è grande questa differenza, dalla distanza tra il punto in cui la pressione è massima e quello in cui è minima oltre altre forze che entrano in gioco condizionando traiettoria e velocità del vento: la forza di gravità, le forze di attrito tra le masse d'aria e l'attrito tra l'aria e la superficie della Terra.

Le masse d'aria che si spostano vengono rappresentate da linee immaginarie congiungendo tutti e solo i punti dell'atmosfera che si trovano alla stessa pressione e che si chiamano isobare. Le carte isobariche sono quelle che vediamo nelle previsioni del tempo. Le isobare sono curve chiuse concentriche, di varie fogge, che circondano i punti di pressione massima e minima.

 

 

Nell'atmosfera, le masse d'aria si spostano da una zona di alta pressione verso una di bassa pressione. Durante questo movimento risentono di una forza fittizia detta Forza di Coriolis, che nel nostro emisfero devia la loro traiettoria verso destra (rispetto al moto)

ne consegue che nell'emisfero boreale in vento tende a spirare in senso orario lungo una traiettoria circolare attorno alle zone di alta pressione. In meteorologia questo fenomeno è detto circolazione ciclonica.

Attorno alle zone di bassa pressione, invece, la circolazione avviene in senso antiorario ed è detta ciclonica.

 

Il meteorologo olandese C.H. Buys – Ballot, vissuto nell'Ottocento, ci ha lasciato una regola empirica per orientarci nel campo di vento in cui siamo immersi: voltando le spalle al vento, troviamo l'area di alta pressione alla nostra destra e un po' indietro rispetto a noi, mentre quella di alta pressione è alla nostra sinistra e un po' in avanti.

La velocità del vento espressa in metri al secondo (m/s) o in chilometri orari (Km/h), viene misurata con l'anemometro. In base alla loro velocità e agli effetti che producono i venti vengono classificati dalla scala di Beaufort, suddivisa in dodici gradi.

 

Nella stagione calda è facile sentire spirare le brezze, venti locali che si originano in condizioni di bel tempo, quando l'irraggiamento solare è elevato, e che hanno un ciclo giornaliero. Durante il dì a partire dalla tarda mattinata e per tutto il pomeriggio, lungo tutto il litorale spira la brezza di mare, perché sul mare è localizzata un'area di alta pressione, dovuta al fatto che il mare si riscalda meno rapidamente della terra, e quindi l'aria sul mare è più fredda di quella sulla terra.

Durante la notte avviene il fenomeno contrario, il mare si raffredda meno rapidamente e quindi sul mare si instaura un'area di bassa pressione si ha quindi la brezza di terra che spira fino alle prime ore del mattino.

Anche le vallate alpine, da marzo a ottobre sono soggette a un regime di brezze: la brezza risale la vallata durante il giorno e spira dalla montagna verso la pianura durante la notte.

 

Non è azzardato pensare il vento come il calore del Sole trasformato in energia meccanica: ogni secondo il vento trasporta quale milione di miliardi di joule.

Fin dall'antichità l'uomo ha sfruttato a suo vantaggio l'energia del vento.

Oggi le moderne pale eoliche installate sui crinali o in mare aperto contribuiscono in modo cospicuo alla produzione di energia rinnovabile, un domani potrebbero essere affiancate o soppiantate da centrali eoliche volanti. Infatti è in quota che il vento libera quasi tutta la sua energia; quella disponibile fino a 150 m di altezza, sfruttata dagli impianti odierni è solo il 2% del totale.

Sono numerosi i progetti che stanno acquistando credito. Tra questi il Flying Electric Generator dell'ingegnere australiano Bryan Roberts.

 

 

 

Ha paternità italiana invece il kite Wind Generator, progettato dall'ingegner Ippolito.

 

 

Massimo Ippolito, un ingegnere italiano appassionato di kite, si è reso conto di quantità di energia può essere raccolta da una vela del genere e ha pensato alla possibilità di accumularla per creare un generatore di corrente.

L'idea è semplice:
Creare un'enorme giostra (un mulino ad asse verticale) che viene messa in rotazione da delle vele (tipo aquiloni) collegate alle sue estremità.
Questi aquiloni, che hanno una superficie di decine di metri quadrati, sono manovrabili automaticamente da terra con una coppia di funi, che consente di controllarne la direzione di volo e l'assetto rispetto al vento.
La giostra viene così messa in rotazione dalla forza degli aquiloni che possono volare a differenti quote comprese fra i 100 e i 1000 metri.

Più in alto volano gli aquiloni, più forte è il vento, più energia producono. 

   
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